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domenica 19 giugno 2016

Julia Roberts e Juliette Lewis giudano le nuove uscite al cinema

Nonostante l'inizio dell'estate, di solito meno prolifica, continuano ad aumentare i film in uscita al cinema. Si inizia il 22 giugno con il dramma "I miei giorni più belli" del francese Arnaud Desplechin, vincitore del Premio César 2016 come migliore regia. Il 23 giugno il trio formato da Julia Roberts, Jennifer Aniston e Kate Hudson sbarca invece in sala con la commedia "Mother's Day", diretto da Garry Marshall.

Giovedì 23 esce anche l'horror soprannaturale "The Conjuring 2 - L'evocazione" di James Wan e "Jem e le Holograms" di Jon M. Chu con Juliette Lewis, adattamento cinematografico della celebre serie animata giapponese.
Isabelle Huppert, Gabriel Byrne e Jesse Eisenberg sono invece i protagonisti del drammatico "Segreti di famiglia" di Joachim Trier, mentre dalla Spagna arriva la commedia ad episodi "Kiki e I Segreti del Sesso", diretto da Paco León. In sala dal 24 giugno anche "Lo scambio" del sicialiano Salvo Cuccia. La data di uscita non è casuale ma cade nel ventunesimo anniversario dall'arresto a Palermo del boss di Cosa Nostra Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina, a cui la trama è liberamente ispirata.

sabato 16 aprile 2016

Jennifer Lopez, senza trucco in aeroporto con la figlia Emma

A Londra per lavoro, Jennifer Lopez porta con se la figlia, Emme Maribel Muñiz.
La cantante-attrice è stata sorpresa all’atterraggio nell’aeroporto di Heathrow assieme alla piccola.


Abbigliamento sportivo, Jennifer sfoggia un look acqua e sapone e cerca di nascondere l’assenza di trucco con un paio di grossi occhiali da sole.

giovedì 5 novembre 2015

La nuova Angelina Jolie del cinema italiano

Belli di papà è la nuova commedia di Guido Chiesa, al cinema dal 29 ottobre 2015. Il film vede Diego Abatantuono nei panni di Vincenzo Liuzzi, un imprenditore stanco di assistere inerme alla dilapidazione del patrimonio di famiglia da parte dei tre figli, Matteo, Chiara e Andrea. Per scuotere la loro esistenza, il padre del terzetto inscenerà un’improbabile “caccia all’uomo”, costringendo così i tre ventenni a familiarizzare con concetti come lavoro e responsabilità.

“Chiara è una ragazza milanese, molto ricca e viziata, cresciuta nell'agio sfrenato e abituata a spendere migliaia di euro al mese in cose futili”, ha spiegato Matilde Gioli parlando del suo personaggio. “Non ha mai lavorato in vita sua e a un certo punto si ritrova a dover ripartire da zero senza un soldo”. A mettere un freno a questo abuso di carta di credito, infatti, ci penserà papà Vincenzo, il cui diabolico piano prevede il finto fallimento dell’azienda di famiglia e la successiva fuga dei tre figli, ricercati dalle autorità per rispondere di un’immaginaria bancarotta fraudolenta.
“È divertente vedere come Chiara, una volta catapultata in una situazione diametralmente opposta a quella a cui è abituata, in un primo tempo si riveli una frana, perché ha la presunzione di pensare di non doversi mai "abbassare”, ha aggiunto la Gioli. “Poi, col tempo, non solo capisce che è giusto e normale che ognuno si guadagni la sua “pagnotta” ma diventa anche sensibile, umana e più aperta verso gli altri”.
A volere l’attrice e modella milanese in Belli di papà è stato lo stesso Guido Chiesa dopo averla vista recitare ne Il capitale umano di Paolo Virzi. La Gioli non si è fatta trovare impreparata ed ha saputo adeguarsi alla perfezione ai tempi comici del film, approfittando anche della presenza sul set di un veterano della battuta come Abatantuono. “Mi sono affezionata subito a Diego - ha dichiarato la 26enne meneghina - e lui mi ha fatto da papà durante le riprese, mi ha dato consigli importanti e si è mostrato sensibile, attento e protettivo, tutelandomi da un punto di  vista umano e professionale. Non finirò mai di essergli grata per quanto mi ha fatto ridere durante il periodo della lavorazione, sul set e fuori”.
Completamente diverso è il personaggio di Matteo, l'erede al trono dell'azienda di famiglia, interpretato da Andrea Pisani. “É il figlio maggiore che aspetta famelicamente il giorno in cui prenderà il posto che gli compete - ha spiegato l’attore - ma per il momento coltiva soltanto una serie di idee bislacche che propone senza successo al padre”. Fra quste, c’è quella di “comprare l’Inter”: un vero e proprio affronto per un milanista sfegatato come Abatantuono.
Dopo il finto fallimento, in un primo momento anche Matteo - come Chiara - si dimostrerà poco propenso al lavoro vero. Attraverso esperienze non sempre piacevoli da vivere - ma divertentissime da guardare - il primogenito di casa Liuzzi troverà il modo di crescere e liberarsi dall’ossessione di voler essere come il padre. Per Pisani, che il grande pubblico conosce in quanto componente del duo comico PanPers, Belli di papà ha rappresentato la prima occasione di collaborazione con un stimato amico e collega: “Ho trovato Diego in gran forma: aveva un bel ruolo dove poter sguazzare e ha portato in scena molte idee e materiale”.
Un’opinione condivisa da Francesco Di Raimondo, che nel film interpreta Andrea: ““Con Diego era sempre difficile riuscire a restare seri durante le riprese. Sul set è sempre irrefrenabile, molte volte abbiamo dovuto interrompere la scena che giravamo per il troppo ridere, ma si è creato un bel rapporto anche con Matilde Gioli e Andrea Pisani che nella finzione sono i miei fratelli”.
Andrea è il minore dei tre - l’intellettuale di famiglia, qualcuno direbbe - che con i due fratelli maggiori, però, condivide l’allergia al lavoro. “È il più coccolato da suo padre, ha 20 anni, frequenta il primo anno di Università e dovrebbe studiare ma non combina granché”. A differenza di Matteo e Chiara, però, il terzogenito è un ragazzo di poche parole e non conosce altro modo di relazionarsi con gli altri se non attraverso massime “saccheggiate” a mani basse dai libri più disperati.
“Quando la famiglia si trasferisce forzatamente in Puglia e ognuno dei tre fratelli dovrà industriarsi per trovarsi un lavoro - ha rivelato Di Raimondo - Andrea si troverà a fare il rappresentante di una crema dimagrante. Scopre così il modo più efficace per poter vendere la sua merce: sedurre le casalinghe di mezz’età locali, pronte a comprargli tutto quello che lui vuole, subito dopo le effusioni di turno”. La maturazione di Andrea seguirà la sua evoluzione da venditore, passando dai bollenti tête-à-tête del primo periodo a incontri con potenziali acquirenti tanto sinceri quanto casti.
Prodotto da Colorado Film, in collaborazione con Medusa Film, Belli di papà sbarca al cinema il 29 ottobre 2015. Nel cast, anche Francesco Facchinetti - per la prima volta sul grande schermo -, Antonio Catania e Barbara Tabita.

mercoledì 28 ottobre 2015

Spectre, la coppia Craig-Bellucci a Roma. L'attore: "Ora basta con James Bond"

«Interpretare James Bond è stata una delle esperienze migliori della mia carriera e me la sono goduta sotto ogni aspetto, ma ho dormito, mangiato e bevuto James Bond per due anni, e ora non ne voglio sentir parlare per un po'». Così parlò - ieri in un hotel al centro della Capitale - Daniel Craig, giunto con Spectre al suo quarto film da agente segreto 007 e preceduto, nella sua missione di promozione romana, da alcune interviste in cui aveva manifestato il desiderio di separarsi dal personaggio. 


Intanto, l'attore continua ad alimentare il mito con la sua mascolinità ammaccata e il suo sguardo triste anche in questo film, di nuovo diretto da Sam Mendes, dopo lo strepitoso Skyfall. Nelle sale italiane dal 5 novembre, Spectre recupera la vecchia organizzazione criminale tentacolare e punta su un nuovo cattivo dal nome di Oberhauser e dal volto di Christoph Waltz, mentre regala all'immaginario collettivo due nuove, atipiche Bond Girl: la francese Léa Seydoux nei panni della figlia di un vecchio nemico di Bond e Monica Bellucci nei panni della vedova di un mafioso.  «L'entrata in scena di una Bond Lady è una grande novità - commenta l'attrice italiana - è la prima volta che vediamo il maschio per eccellenza flirtare con una donna matura. Mendes voleva che fosse evidente sullo schermo che lei ha 50 anni: Lucia non ha più la bellezza della giovinezza, ma una grande femminilità».  Di Daniel Craig, la Bellucci dice che «è un attore eclettico che sa essere un gentleman, ha un carisma e una sensualità naturali», mentre il villain Waltz spiega che «ogni epoca ha il Bond che merita. Non potremmo guardare lo Sean Connery del 1962 con gli occhi del 2015, perché sono cambiati i sentimenti e le ansie che caratterizzano i tempi. Daniel Craig è un Bond attuale, di oggi».  E l'eroe, che in una delle sequenze iniziali affronta un corpo a corpo spettacolare su un elicottero in volo precario sull'enorme piazza centrale di Città del Messico, dà il massimo dei voti al suo poker di 007: «Se avessi potuto programmare ciò che è successo da Casino Royale a oggi, avrei voluto esattamente questo». Anche se, come sottolinea il regista, «con questo personaggio Daniel ha avuto una fama istantanea, difficile da gestire per la grande pressione che comporta».  UN BOND MOVIE CLASSICO «I morti sono vivi» a Città del Messico, dove Spectre, ventiquattresimo titolo della serie di James Bond, ha inizio con uno spettacolare piano sequenza che attraversa il caos delle celebrazioni per il Giorno dei morti. Un ingresso sontuoso nel nuovo capitolo di 007, che porta l'agente segreto in viaggio tra il Messico, Londra, Roma, l'Austria innevata e Tangeri alla caccia del capo dell'organizzazione criminale che dà il titolo al film, e che ha il volto di Christoph Waltz. Stavolta però la minaccia è anche onnipresente e invisibile: è il sistema di sorveglianza globale che controlla la sua vita e quella di tutti.
In Spectre Bond è «un aquilone che volteggia in un uragano» e cerca di difendere - di nuovo, dopo la resistenza alla “rottamazione” che ha dovuto opporre in Skyfall - il "vecchio" sistema di spionaggio dal "nuovo" corso, che vorrebbe sostituire gli agenti con i droni. Se Skyfall offriva la summa della spettacolarità, dell'azione, del glamour e della ricchezza visiva della saga di 007, scavando a fondo nella storia intima del personaggio e restituendo, con grande divertimento, tradizione e innovazione in una narrazione stratificata e complessa, Spectre torna a percorrere - un po' stancamente - lo schema classico dei Bond movie.
Ogni ingrediente è al posto giusto, ma senza aggiungere personalità alla ricetta. James attraversa mezzo mondo con la sua licenza di uccidere, passa in rassegna i fantasmi del suo passato e guida la mitica Aston Martin in memorabili inseguimenti tra le vie di Roma: questo basta per farne un grande spettacolo, ma non stupisce ed emoziona come aveva saputo fare nel precedente capitolo.