mercoledì 28 ottobre 2015

Duran Duran premiati agli Ema: "Restiamo un gruppo unito, questa è la nostra forza"

Sono tornati su un palco italiano dopo 4 anni di assenza, i Duran Duran di Simon Le Bon, Nick Rhodes, John e Roger Taylor, che domenica sera si sono anche visti assegnare un premio agli Ema 2015.

 La band icona degli anni 80 e tra le più longeve della storia del pop, alla festa di Mtv si è infatti aggiudicata il nuovo premio Video Visionary Award, nuova categoria creata per dare un riconoscimento ai pionieri del video musicale inteso come forma d'arte. «Non so quale sia il segreto - dice Nick Rhodes a proposito della longevità della band - ma anche se lo sapessi non lo direi. Forse la nostra forza sta nel fare tutto insieme e sappiamo che i risultati che otteniamo come gruppo non riusciremmo ad agguantarli come solisti».  Qualche sera fa, i quattro erano stati ospiti anche della prima puntata live di X Factor, durante la quale si erano esibiti con il singolo Pressure Off, già inserito nella scaletta dell'album Paper Gods, dato alle stampe il mese scorso. «Il titolo del brano - rivela Simon Le Bon - rispecchia lo spirito con il quale ci siamo trovati a lavorare in studio per questo album, senza alcuna pressione». Il quattordicesimo lavoro da studio dei Duran Duran è entrato direttamente alla 2ª posizione della classifica italiana, motivo per cui la band può affermare di avere ancora un largo seguito nel nostro paese a tanti anni di distanza da Wild Boys. «Amiamo l'Italia - ha detto ancora Rhodes - e speriamo di tornare l'anno prossimo anche per un tour che ci permetta di girare diverse città».  Per il momento, però, la band ha annunciato solo le date dal vivo che porteranno in giro i quattro a suonare prima negli Stati Uniti e poi in Gran Bretagna. La band, nata a Birmingham 37 anni fa, ha cominciato a lavorare a Paper Gods due anni fa, assieme a Mark Ronson, riconosciuto ormai a livello internazionale come un Re Mida della produzione musicale. «È una canzone sulle nostre ossessioni - spiega Le Bon a proposito del brano che ha dato il titolo al lavoro - per i soldi, per le cose materiali e su come banalizziamo le nostre vite e l'umanità intera. Di solito sono meno specifico con i testi, perché mi piace che chi li ascolta possa interpretarli a proprio piacimento, ma in questo caso, ho voluto che la rabbia fosse ben chiara».